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L'esercito di terracotta, l'ottava meraviglia del mondo

CUBA

La musica di Cuba ... giusto un assaggio!

Samarcanda

Nella magica piazza Registan, a Samarcanda, spettacolo di suoni e luci

Cornovaglia

Porte e case dalla Cornovaglia

ISRAELE

Il video del pellerinaggio diocesano in Terra Santa, con il card. Scola. Meditazioni di don Carlo Luoni

Bandiera del Laos

Terra di un milione di elefanti. Con questo nome era conosciuto, nell'antichita', il Laos, oggi mosaico di etnie e paradiso per gli amanti della natura incontaminata. Dopo quattro secoli di guerre con i paesi confinanti, dopo piu' di un secolo di dominio francese, dopo l'inevitabile coinvolgimento nella guerra del Vietnam e i successivi anni bui di guerra fredda, questo paese ha saputo riprendere in  mano il proprio destino, aprendosi al mercato ed al turismo e sperimentando i primi segni, se non di benessere, almeno di minore poverta'.

L'arrivo in Laos, dalla "porta del Siam", in barca, attraversando il fiume Mekong.

L'attraversamento dura pochi minuti, su di una barca rumorosissima. Dall'altra parte ci aspetta Susanna, la nostra guida per il viaggio in Laos.

Happy new year in Luang Prabang

La citta' di Luang Prabang si estende a cavallo della penisola lunga 1 km e larga 250 m formata dalla confluenza del Nam Khan (a volte chiamato anche Me-kang - che fantasia!) con il Mekong. Qui si trovano gli edifici religiosi piu' importanti della citta', oltre alle residenze dell'antica nobilta' e dell'aristocrazia mercantile. E' un grazioso quartiere con laghetti e palme da cocco, vecchie case di legno (colombage: tralicci di bambu' cementati con materiali naturali) costruite secondo lo stile tradizionale laotiano, palazzi coloniali in mattoni e stucco con il tetto di mattonelle, case neocoloniali in cui si fondono i motivi laotiani e francesi (il piano terra in mattoni e cemento, il piano superiore in legno).

Chiang Mai - Thailandia - 28 Dicembre 2007.
Sveglia molto prima dell'alba e dopo una veloce colazione in piedi, lasciamo il nostro hotel-bomboniera e partiamo col pulmino alla volta del confine con il Laos. Ci aspettano 300 km di montagne e valli. L'autista e' un po' spericolato, a dispetto delle curve e dei centri abitati (attraversati a 130 all'ora).

E' il tempio piu' significativo della citta'. Iniziato nel 1560 dal re Setthathirat, fu completato, come lo vediamo ora, nel 1961. Assieme al Wat Mai Suwannaphumaham, fu l'unico risparmiato dal saccheggio della citta' del 1887 ad opera delle Bandiere Nere, il cui capo, un monaco di origini vietnamite, aveva compiuto qui parte dei suoi studi. Si tratta di un'ampia area, racchiusa da un muro perimetrale, in cui sorgono varie costruzioni sacre, risalenti a epoche diverse.